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Signor Presidente, signori Consiglieri nazionali, componenti della Consulta giovani, volontari, delegati, autorità, gentili ospiti, porgo a tutti un caloroso saluto a nome degli Avisini lucani. Ringrazio l’Avis regionale Lombardia, l’Avis Provinciale e Comunale di Mantova per la squisita ospitalità.

Interveniamo numerosi, come al solito, dalla Basilicata per testimoniare la nostra presenza e per partecipare attivamente alle scelte che, mai come in questo particolare momento, concorreranno a determinare il futuro della nostra associazione.

Nell’anno 2015 la Basilicata, alla pari e più di altre Regioni, ha vissuto un periodo di grande rivoluzione, collegato all’accreditamento delle Procedure di Qualità introdotte nel sistema trasfusionale, dell’adeguamento dei Punti Di Raccolta, della formazione del personale sanitario che collabora con l’associazione. Il processo di evoluzione culturale, ad essere più precisi, è appena iniziato e necessita quindi di un presidio costante e dell’attivazione di azioni di miglioramento continuo. In Basilicata abbiamo fatto la scelta, per molti versi obbligata, di accreditare numerosi PDR e di dotarli delle necessarie attrezzature e tecnologie;  tutto ciò ha comportato un impegno eccezionale in termini di risorse sia umane che finanziarie. Più di altre Regioni, dicevo, poiché nella nostra Regione Avis e sangue costituiscono un binomio inscindibile, identitario, poiché la nostra raccolta, prevalentemente associativa, copre oltre l’80% del fabbisogno regionale. In pratica l’AVIS sopperisce, per una serie di motivazioni demografiche e storiche, alla raccolta pubblica, che è soltanto marginale e limitata a pochissime località.

In questo scenario di riferimento, abbiamo preso atto, con grande preoccupazione, che le tariffe “bloccate” decretate  con l’ultimo accordo Stato-Regioni non consentiranno -sia a noi che a tutte quelle realtà in cui la raccolta associativa è consistente- nonostante tutti i possibili recuperi di efficienza messi in atto, lo svolgimento dell’attività fin qui garantita. Le tariffe non coprono assolutamente i costi ed i margini derivanti da possibili progetti non sono tali da colmare il gap. La raccolta del plasma in aferesi nelle piccole sedi od in autoemoteche alle condizioni tariffarie attuali, ma anche alle condizioni definite nel recente accordo Stato – Regioni è praticamente improponibile per l’impossibilità di garantire una accettabile efficienza.  Per dirla in termini ancora più crudi: è in gioco la sopravvivenza stessa della nostra associazione. Ovviamente abbiamo allarmato i vertici della Regione Basilicata, ma i tempi della pubblica amministrazione mal si conciliano con l’urgenza delle nostre istanze. Apprezzeremo sull’argomento una maggiore incisività da parte dei nostri rappresentanti nazionali nelle sedi istituzionali, ai tavoli decisionali,  nel rappresentare le nostre esigenze, e lo diciamo non già per recriminare, bensì per sollecitare, in questo anno di  fine consiliatura, azioni tendenti a bilanciare  le sperequazioni inevitabili tra piccole e grandi realtà, tra gli innumerevoli modi di fare Avis, come peraltro il Libro bianco commissionato alla Università Bocconi ha ben chiaramente evidenziato; crediamo che tutte queste diversità debbano essere tutelate, salvaguardate, poiché tutte hanno contribuito e contribuiscono a soddisfare il fabbisogno ematico nazionale, poiché tutte hanno contribuito a fare grande questa AVIS. Successivamente potremo , ma soltanto dopo aver assicurato la sopravvivenza di tutti i modelli ed i mix di modelli  consolidati, traguardarne la semplificazione.

Signori delegati,  le sfide che ci attendono nell’ambito della trasformazione del plasma (leggasi businnes dei plasmaderivati) e per l’emergenza delle imprese sociali, si preannunciano difficili e dolorose. Abbiamo difficoltà a conoscere il fabbisogno reale dei farmaci plasmaderivati, i margini di convenienza di approvvigionamento da conto lavorazione, gli standard del buon uso dei farmaci…..  L’attuale e la futura dirigenza di questa Associazione  dovranno rappresentarla, rinnovata, senza appannaggi o rendite di posizione, ma con  determinazione e con  la consapevolezza che è in corso una partita vitale, inizialmente per quelle realtà che non potranno far valere il peso dei numeri ma, possiamo essere certi, anche per le più grandi e floride che prima o poi saranno anch’esse messe in discussione. E’ necessario fin d’ora elaborare strategie efficaci per evitare di rincorrere eventi   non più recuperabili.

 Se crediamo nel valore non solo solidaristico ed altruistico della nostra mission, ma anche di profondo radicamento sociale, aggregativo ed associativo delle nostre AVIS, soprattutto le più  periferiche, dovremo essere pronti a contrastare le spinte utilitaristiche, dovremo avere la capacità di confrontarci con i totem del mercato e dell’individualismo, che si sono prepotentemente affermati nella nostra cultura (ma dovrei dire più propriamente: incultura). Purtroppo però  questo è un tema amaramente ripetuto nelle nostre ultime relazioni annuali.

Uno dei modi per sostenere regioni come la Basilicata è quello, ad esempio, di favorire il trasferimento del nostro sangue eccedente in regioni carenti, durante tutti i periodi dell’anno, poiché ciò consentirebbe una maggiore efficienza del nostro sistema di raccolta, che si svolge prevalentemente in PDR ubicati in piccoli Comuni  disseminati su di un territorio orograficamente impervio, dove l’AVIS rappresenta purtroppo uno dei pochi motivi di orgoglio e di vanto delle popolazioni, provate duramente dalla ormai infinita crisi. E’ quanto mai opportuno che il CNS, sia pure nella sua discrezionalità, tenga conto di indicazioni e valutazioni di questo genere. Sarebbe altresì auspicabile che le regioni tradizionalmente sovrabbondanti, diano un significativo segnale di vicinanza. Sarebbe un segno concreto dello stare insieme, del far parte di un'unica, grande organizzazione. Ma questo è solo uno dei possibili modi per mutuarsi e sostenersi all’interno di questa nostra AVIS; si possono studiare altre forme che abbiano sempre a presupposto la volontà comune di fare squadra.

Una particolare menzione merita il Servizio Civile Nazionale. La Basilicata, con i sui 50 giovani collocati  in 28 sedi, rappresenta una punta di diamante nel già apprezzabilissimo scenario di tutta l’Avis nazionale. Oggi possiamo ben dire che abbiamo necessità di questi volontari che, oltre a svolgere compiti di chiamata, accoglienza, aggiornamento di registrazioni e tenuta di documentazioni,  costituiscono un esempio trainante per le giovani generazioni. I giovani parlano ai giovani con competenza,  convinzione e con un linguaggio efficace. Abbiamo inoltre verificato con somma soddisfazione che dopo l’anno di servizio, essi, in massima parte, restano nell’associazione.   A tutti loro vogliamo dire un sentito : Grazie.

Altro argomento sul quale occorrerà soffermarsi nell’immediato futuro è quello della revisione regole interne. Scritte in un periodo di pax associativa, spesso vengono utilizzate spregiudicatamente, al solo scopo di disturbare la gestione e sottrarre tempo e risorse, anche economiche, all’associazione. Occorre trovare strumenti che, mentre garantiscono la correttezza, scoraggino le contese irresponsabili ed avventate.

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Signori delegati, dopo queste brevi e sommarie argomentazioni, voglio dichiarare che apprezzeremo particolarmente quei dirigenti che dimostreranno di avere a cuore questi principi, di renderli concreti nel loro agire, al di la delle enunciazioni, sia se rappresentano realtà interessate direttamente da questa pericolosa involuzione, sia, e ancor più, se rappresentano le grandi  regioni o province che in questo momento si ritengono immuni. Questi ultimi saranno maggiormente apprezzabili perché daranno prova di avere cura non solo della propria Avis comunale. provinciale o regionale, ma dell’intera Avis nazionale, quella delle 3200 Sedi comunali, quella che costituisce il tessuto ideale che unisce la Nazione in un’unica rete di solidarietà e di comunanza di valori.

Cari delegati, l’imminenza del rinnovo delle cariche associative comporterà, nello scorcio di anno che ci separa dall’assemblea elettiva del 2017, una serie di tatticismi e di posizionamenti sia individuali che di gruppi. E’ sempre accaduto e probabilmente sempre accadrà. Ma questo non ci turba minimamente perché rientra nella logica dei sistemi democratici. Ciò che ci preme è che questo non ci porti alla dittatura della maggioranza sulle minoranze, di chi effettua raccolta pubblica rispetto a chi esegue raccolta associativa, dei centri rispetto alle periferie….. La futura dirigenza dovrà esprimersi con chiarezza sul ruolo dell’Avis nel panorama del Terzo Settore che si va delineando, un ruolo dell’associazionismo responsabile ma non subalterno al mercato, operando scelte anche, se necessario, dolorose, ma nello spirito di unità e di condivisione che deve caratterizzare l’arcipelago AVIS. Dobbiamo riscoprire in definitiva le ragioni dello stare insieme e di condividere, concretamente, i principi ispiratori che ci guidano nel nostro agire quotidiano.

Abbiamo apprezzato la completezza e l’impostazione della relazione del Presidente quindi la regione Basilicata dichiara voto favorevole alla relazione, al bilancio preventivo e consuntivo.

Anche se con notevole anticipo, a memoria del prossimo Consiglio, voglio inoltre proporre Matera, Capitale europea della cultura, a sede dell’Assemblea nazionale del 2019. Sarà una opportunità unica per far conoscere a tutta l’Avis la nostra splendida città e la nostra accogliente Regione.

Buon  lavoro a tutti.

Nel corso della XXXII Assemblea Avis Regionale Basilicata sono state approvate delle modifiche al Regolamento di Avis Regionale Basilicata. 

Il Regolamento aggiornato può essere scaricato mediante l'allegato oppure nella sezione Normative --> Regolamento Regionale

Regolamento Regionale

Grande partecipazione in un clima di grande collaborazione ed unitarietà per i lavori della XXXII Assemblea di Avis Regionale Basilicata, tenutasi sabato 30 aprile a Ferrandina con il supporto organizzativo delle Avis Comunali di Ferrandina, Montescaglioso e Pomarico presieduta dal Presidente di Avis Regionale Basilicata, Rocco De Asmundis. Oltre 250 i presenti fra i presidenti delle Avis Comunali, i delegati soci persone fisiche, in rappresentanza dei 25.000 soci avisini lucani, il componente dell’Esecutivo Nazionale Franco Rizzuti ed i volontari impiegati nel Servizio Civile Nazionale presso le sedi Avis.

Particolare l’attenzione mostrata durante la relazione del Presidente De Asmundis, che ha tracciato quanto è stato fatto da Avis Regionale nel corso del 2015 soffermandosi maggiormente sulle criticità riscontrate nell’accreditamento dei punti di raccolta, che tutt’oggi è in corso, e la riduzione dei rimborsi derivanti dalla raccolta associativa.

La Consulta Giovani Avis Basilicata ha relazionato sulle molteplici attività realizzate in modo itinerante su tutto il territorio regionale, vantando uno dei più numerosi gruppo giovani a livello nazionale. Importante anche la partecipazione di una giovane, Francesca Gorga, che su segnalazione dell’organismo stesso ha partecipato al Forum Internazionale dei Giovani Donatori di Sangue, un’importante obiettivo che non deve essere un punto di arrivo ma un punto di partenza.

Numerosi sono stati gli interventi da parte dei delegati e dei presidenti delle Avis Comunali mostrando apprezzamento per le relazioni e per le attività realizzate nel 2015 auspicando per il 2016 un maggiore dialogo con le istituzioni e gli enti preposti al fine di risolvere tutte quelle criticità riscontrate nell’anno appena trascorso.

Le relazioni ed i bilanci (consuntivo 2015 e preventivo 2016) proposti dal Consiglio di Avis Basilicata sono stati approvati a larghissima maggioranza così come la proposta di modifica al Regolamento Regionale di Avis Basilicata che consentirà, in fase di rinnovo delle cariche associative, di una maggiore rappresentatività del territorio.

Particolare risalto nella Mozione Finale, approvata all’unanimità, all’esigenza di confermare l’autosufficienza regionale di sangue intero, sottolineare la funzione strategica dei Comitati Buon Uso del Sangue, la conclusione del processo di accreditamento dei punti di raccolta e l’importanza di favorire un ricambio generazionale associativo dirigenziale. 

Assemblea copia

Allegati:
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